MI RITORNA IN MENTE. Sapreste riconoscere i proprietari o presidenti delle cosiddette ‘provinciali’? Anche i nomi non ci direbbero nulla e non ci sarebbe nulla di strano: non facciamo il tifo per loro. Ma per chi appartiene alla mia generazione una volta non era così. La mappa mentale del calcio era costituita da volti familiari, colori ben precisi e folclore annesso, che non guastava: era il nostro circo. E così il Pisa era soprattutto Romeo Anconetani: spargimenti di sale in campo e teste volanti di allenatori e staff che Zamparini levati proprio (beh, non proprio). L’Avellino era Antonio Sibilia: una sorta di ‘Padrino’ d’aspetto e di fatto; capelli lunghi, orecchini, tatuaggi e ti menava di brutto. A Catania Angelo Massimino e gli aneddoti che si sprecano: il più celebre sull’amalgama che mancava e “allora compriamolo”. Poi i vari Manuzzi e Lugaresi a Cesena, Luzzara a Cremona ma soprattutto lui: Costantino Rozzi. Il ‘Presidentissimo’ era l’Ascoli a tutto tondo. Basta cercare le sue foto su Google e potrete immaginarne la parabola in bianconero: i celebri calzini rossi, le esultanze in panchina, il battere i tamburi in curva. Non è un corollario: c’è tanta sostanza. Con Carletto Mazzone in panchina nel ’73-’74 arriva la Serie A: per quasi un ventennio una presenza quasi costante. A narrarne le gesta soprattutto lui: Tonino Carino da Ascoli. Ti faceva sembrare ancora più piccola la provinciale tra le più piccole, in quello che era il vero circo mediatico del pallone: 90° minuto. Al torto arbitrale di turno sembrava un bambino che si lamentava per la sparizione della merenda: la sudditanza psicologica colpiva e aveva la mano pesante. Napoli, Genoa e Samp, Juve: altri volti da associare ai club. Perfino noi ne abbiamo avuto uno: da Palermo per Paolo Valenti c’era Luigi Tripisciano. Ricordo che il suo tono rassicurante mi rendeva meno amara la pillola da mandare giù in caso di risultati avversi. E mentre noi stavamo incollati alla TV questi padri padroni della pedata davano il meglio ed il peggio di sé tra dichiarazioni ad effetto ed effetti collaterali: a Pisa Anconetani nel visitare lo spogliatoio del Milan ebbe un incontro ravvicinato con Rijkaard sotto la doccia e si rese conto che l’olandese era dotato in tutti i sensi. Capitò anche a Manuzzi: nel caricare la squadra prima del match non si rese conto che dietro aveva quel marcantònio di Sebastiano Rossi, nudo. Si gira, lo guarda nelle parti basse e dice: “che bel uzèl!” Ma dietro questi riflettori puntati addosso alla domenica c’era tanto lavoro: Rozzi era un costruttore edile e lui lo stadio l’ha realizzato per davvero. Il Del Duca nella sua città e non solo: Avellino, Lecce, Benevento. E si poteva alimentare la passione con la materia prima: i giocatori. Provinciali sì, ma basta sfogliare l’almanacco per vedere che non erano proprio squadrette: Dirceu, Casagrande, Bierhoff, Troglio, Brady, Giordano e valli ad espugnare. E mi viene un po’ di malinconia: per la mancanza dei veri personaggi del pallone e per aver perso soltanto per qualche anno il più GRANDE di tutti. IL MIO PRESIDENTISSIMO, RENZO BARBERA. Ero troppo piccolo per potermelo godere. Article by Dario Romano - Football History Administrator. #calcio #seriea #90minuto #paolovalenti #toninocarino

WELCOME, MR. RICHARDSON. La FOOTBALL HISTORY SOCIETY dà il BENVENUTO al NUOVO PRESIDENTE, CLIVE RICHARDSON. Il compito della nuova società sarà in salita: tra calcio spezzatino, infrastrutture obsolete e facile accessibilità a dispositivi vari ed eventuali IL PUBBLICO che rappresenta il vero motore del movimento ha abbandonato lo stadio per accomodarsi in poltrona. La TRASPARENZA e l'onestà di intenti i primi passi da compiere per guadagnare fiducia e credibilità. Infondere IL SENSO DI APPARTENENZA e risvegliare l'ORGOGLIO di una tifoseria assopita la vera sfida. 20 MILIONI PER COPRIRE I BUCHI adesso possono bastare. Poi, bisognerà costruire una chiesa per creare un villaggio. Ringraziamo ancora una volta MAURIZIO ZAMPARINI per aver riportato IL PALERMO in SERIE A dopo 30 anni e averci regalato le pagine più memorabili della NOSTRA STORIA. Una favola dolceamara tra mille torti e altrettante ragioni. Cari TIFOSI, la palla in rete dovremo spingerla anche NOI. Siamo circondati dall'immondizia, dall'intolleranza, dal malaffare. Diamo un segno tangibile di civiltà. Perché da PALERMITANO vedere uno stadio semideserto con la squadra prima in classifica mi regala solo VERGOGNA. Un match senza barriere, con gli spalti comodi e gremiti è il sogno che tutti potremmo vedere. Impariamo dalla terra d'Albione, dove i club non camminano mai da soli. Dario Romano - Football History Administrator. #palermo #palermocalcio #uscittàdipalermo #uscittadipalermo #uspalermo #rosanero #cliverichardson #serieb #seriebkt

IO STO CON FOSCHI E STELLONE.

Inglesi di nome e non di fatto. UN COLPO annunciato che sa tanto di harakiri. Alla faccia del politically correct. Bastava il buon senso: invece il colpo parte dopo aver preso bene la mira. Come l'anno scorso, alla vigilia del girone di ritorno in viale del Fante scoppia il terremoto. Ma la magnitudo, stavolta, è anche più alta. Quello che mi preoccupa sono le dichiarazioni di Rino Foschi, spero dettate più dalla rabbia e dalla frustrazione che da ben altro. 'IL SIGNOR NESSUNO messo lì apposta' fa rabbrividire. Intanto il PRESIDENTE RICHARDSON si eclissa dal mondo social: troppi insulti, a significare che si è partiti proprio col piede sbagliato. La verità? Verrà a galla, sperando non faccia male lasciando sul fondo tutto il resto. Un girone di ritorno da disputare e una SERIE A da conquistare con una squadra costruita da FOSCHI e guidata da STELLONE. Questo abbiamo e teniamocelo stretto. Poi, speriamo che DIO SALVI IL PALERMO. LA REGINA, non ne ha mai avuto bisogno. Dario Romano - Football History Administrator. #palermo #palermocalcio #uscittàdipalermo #uscittadipalermo #uspalermo #rosanero #cliverichardson #rinofoschi #robertostellone #serieb #seriebkt